Termoli, il mare con il borgo dentro
Ci sono luoghi che sembrano sapere stare in equilibrio. Tra storia e quotidianità, tra silenzio e vociare, tra mare e pietra. Termoli è uno di questi. Non ha l’aria della meta da cartolina perfetta, e forse proprio per questo funziona: non ti stanca, non ti mette in posa. Ti accoglie.
Il centro storico è compatto, raccolto, ma non per questo scontato. Si entra da un passaggio quasi nascosto e, senza accorgersene, ci si ritrova tra vicoli stretti e case basse con le porte colorate. C’è un silenzio strano, non quello di un posto spento, ma quello che hanno solo i luoghi abituati a essere vissuti.
Baluardo d’avvistamento che sancisce l’ingresso nel borgo marinaro, ricordandone la storia dal passaggio di Federico II, all’assedio dei turchi, affacciato direttamente sul mare, c’è il Castello Svevo. Massiccio, sobrio, costruito con pietre che sembrano più antiche del tempo. È ancora lì, a ricordare che questa città ha avuto i suoi assedi, i suoi pirati, i suoi re. Da lassù la vista si apre, ampia, e si capisce subito perché qui si sia costruito un borgo: il mare lo si controlla tutto.
Un passo più in là, la cattedrale romanica. Niente eccessi, nessuna grandeur, ma una bellezza asciutta, severa. Spesso, quando si entra, c’è solo luce e fresco. E un odore di pietra. Chi resta qualche minuto seduto in fondo, difficilmente esce senza qualcosa in più.
( Fonte AlphabetCity.it)